I morti, i vivi, le pecore e il lupo
di Mario Cardinali
Nuove stragi in Afghanistan, e nuovamente ognuno piange i propri morti. Noi piangiamo i nostri militari, gli afgani piangono i loro civili. Ammazzati anche da noi (dalla nostra Nato, per capirsi) oltre che dallo stesso nemico talebano. Che a sua volta piange i propri, di morti. Come sarebbe "bello" se potessimo piangerli tutti insieme, i morti. I nostri e i loro, senza dividerci a chiamare eroi gli uni e assassini gli altri. Tutti insieme in un unico pianto di dolore. In un'unica coscienza della bestialità delle guerre. Di tutte le guerre. Tutte seminatrici di terrore.
Con le bombe dei kamikaze fanatici o con le bombe degli eserciti razionali. Ma siamo diversi - ci ricordano - anche nel pianto. Pianto di civiltà cristiana il nostro, pianto di civiltà musulmana il loro. Con le diverse fedi a fare diverso anche il lutto per i morti. Come sarebbe bello avere tutti un'unica fede. Senza dèi né profeti a predicare differenze ed odii, a promettere paradisi agli eletti ed inferni agli esclusi. Un'unica fede, quella nella vita. Qui su questa terra. Per viverci senza ammazzare né essere ammazzati.
A proposito di religioni diverse e di diverse pratiche di vita informate a quelle. Da una parte i talebani con la loro fanatica teocrazia d'oscurantismo medievale, a sottoporre ogni palpito e sospiro umano al volere divino. Dall'altra parte noi, con un papa che chiede ai farmacisti - tanto per dire dell'ultimo degli esempi in chiave - di non vendere le medicine contrarie alla visione cattolica della vita. Ed ha un bel ricordare, la Federfarma, che invece «il farmacista non può mai rifiutarsi di distribuire i farmaci perché deve rispettare la decisione del medico per legge, per i farmacisti non è prevista obiezione di coscienza».
Se all'obiezione chiama il papa, chiama in nome della religione. «Nella distribuzione delle medicine - ricorda Ratzinger nel suo messaggio al Congresso internazionale dei farmacisti cattolici in Polonia - il farmacista non può rinunciare alle esigenze della sua coscienza in nome delle leggi del mercato, né in nome di compiacenti legislazioni. Il guadagno, legittimo e necessario, deve essere sempre subordinato al rispetto della legge morale e all'adesione al magistero della Chiesa». La legge di Dio, insomma, superiore ai dettati della legge umana. Ridotta, nella visione magistrale del papa, da sovrana legislazione laica in materia sanitaria ad anticattolica compiacenza di mercato. In quest'occidente, in quest'Italia a suo modo anch'essa talebana.
E in quest'Italia ecco intanto la politica di sinistra ridotta a contare le trombate a Silvio, e a rinfacciargli le puttane. Ne avrà avuti la sinistra di clamorosi conflitti d'interesse da farci le barricate in Parlamento; ne avrà avute di ronde xenofobe e fasciste da denunciare a gran voce tutti i giorni; ne avrà avuti d'immigrati da imbarcarcisi con loro sui gommoni, a toccare lo strazio che ne fanno i naufragi ed i respingimenti; ne avrà avuti di disoccupati e di licenziati e di precari da andarci a urlare insieme la disperazione davanti alle fabbriche e alle scuole; ne avrà avuti di sfrattati da alzargli tende e tendoni nelle piazze a forza di popolo e di braccia.
Macché, c'è Silvio trombatore di minorenni a scandalizzare ora la sinistra, a far storcere i baffetti di D'Alema, a indignare il bon ton di Franceschini, a far sommessamente dire a Bersani che insomma bisognerebbe pensare anche un po' ai veri problemi del paese. Sì, lo so che c'è la libertà d'informazione in mezzo, ridotta sui giornali e sulle tivvù di Silvio pubbliche e private a sputtanare in faccende sessuali chi le faccende sessuali rimprovera a lui capo del governo, e contro la stampa che osa criticare piovono querele, offese ed intimidazioni. Lo so che c'è sempre più forte la deriva populista autoritaria del berlusconismo. Lo so che di contorno sempre più dilaga il razzismo della Lega e sempre più resta indisturbato il ritorno di simbologie e pratiche fasciste. Lo so che il patto Chiesa-Berlusconi è sempre più di ferro nel chiedere vantaggi economici ed esclusive d'indottrinamento da una parte e nel concedere tutto dall'altra in cambio della decisiva benedizione elettorale.
So questo ed altro, di questa deriva verso un nuovo regime clericofascista. Lo sappiamo tutti, anche la sinistra. Ma cos'ha fatto finora la sinistra, questa sinistra, se non continuare a spartirsi poltrone e poltroncine sulle groppe del solito gregge, per poi urlare adesso - con moderazione - al lupo puttaniere che vuole divorare tutto ?
Mario Cardinali
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