Dopo Repubblica e l'Unità
BERLUSCONI ATTACCA IL VERNACOLIERE
collo sputo ar muro!
E CI SI VOLEVA ANCHE PULIRE IL CULO!
L'antefatto. Anziché rispondere alla famose 10 domande che la Repubblica gli va rivolgendo da mesi sul caso Noemi e sulle altre sue chiacchieratissime frequentazioni di veline, prostitute di lusso e quant'altro agli atti degli inquirenti sul caso dell'imprenditore pugliese e procacciatore di "ragazze" e di droga Tarantini, a fine estate Berlusconi ha denunciato in sede civile prima il quotidiano del Gruppo L'Espresso chiedendo un milione di euro di danni per diffamazione, e poi anche l'Unità, per diffamazione e calunnia tramite articoli sugli stessi argomenti, con la richiesta stavolta di tre milioni addirittura.
Un'intimidazione così palese da far insorgere non solo la Federazione della Stampa ma anche tanta opinione pubblica, tra l'altro con centinaia di migliaia di adesioni all'appello per la libertà di stampa lanciato sulle colonne della Repubblica dai giuristi Cordero, Rodotà e Zagrebelsky. E tutto questo mentre a Dino Boffo, direttore del quotidiano cattolico Avvenire che aveva criticato Berlusconi per i suoi scandali sessuali, è stata rinfacciata da Feltri, direttore del Giornale berlusconiano, una vecchia storia d'omosessualità diffusa anche con un falso documento. Lo stesso Feltri che ha poi minacciato un dossier "a luci rosse" sul presidente della Camera Gianfranco Fini, reo anche lui di critiche politiche al capo del governo. Come dire: o tutti zitti o tutti sputtanati.
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Allora c'è venuto 'r groppo alla gola, dalla 'ommozzione! Telefanate, emèi, messaggini, manate d'incoraggiamento sulle spalle, urli di «resistete resistete!» anche per la strada, striscioni con «siete l'urtimo baluardo della libertà di stampa», «viva la satira e la topa!», «viva la libertà e la topa un'artra vorta!», «seguitate a facci ride'!», eppoi cori di «Sirvio puppa!», «A me me lo smammelli!», «Malidetto chi ti 'oce 'r pane!» e 'nzomma un mare di solidarietà da tutt'Italia! Perfino da Pisa, cianno scritto! Che loro saranno anche 'ontadini, ma alla libertà ci tengano eccome! Sennò chi li lascerebbe circolà, con quelle brutte ghigne?! Eppoi l'intellettuali! Scrittori, filosofi, 'nzegnanti, avvoati, giornalisti, 'mpiegati der Comune. tutti a firmà l'appello per ir Vernaoliere anche loro, 'ndove quarmente c'è scritto «ma te levaci anche 'r riso!» come ni dicevano i cinesi a Maozzetùnghe che li voleva sfamà col libretto rosso e basta!
E quello che poi 'un ci s'aspettava perdavvero, l'incoraggiamento anche della 'Iesa!
Dice no, sur serio?!
Sur serio sì! Cianno scritto i cèi!
I cèi?!
Sì, quelli della Conferenza Episcopale Italiana!
Ah, i vescovi della Cei! E cosa v'hanno detto?
Dice dé, «coraggio, anche voi come Boffo!» .
Perdavvero?!
Perdavvero 'na sega! 'Un si piglia mia ner baugigi, noi! No, sai, tantervorte Fertri si credesse di sputtanacci anche noi sur Giornale di Berlusconi. tanto si vergogna, quer signorino, a 'nventà i peggio scandali! Chi ni tocca 'r su' padrone, ni va a scoprì tutti l'artarini sessuali! E Boffo ar pisciatoio si guardava attorno, e a Fini ni garbava trombà colle luci rosse, e Carderoli l'arabi lo vogliano mette' assedé su' minareti.
Carderoli?! Ma Berlusconi 'un ce l'ha mìa, con lui!
No, però ce l'hanno l'arabi! Se lo pigliano, ni dìano bellomìo!... E 'nzomma ci penza Fertri, a ringhià a chi ni minaccia la su' cuccia!. Cià da spettegolà su tutti, quer ciaccione! E quello da piccino si faceva le seghe colli zucchini voti, quell'artro da grande adopera i preservativi colle stecche. E se putaàso sono donne, quella si mette assedé su' paracarri a punta, quell'artra si pettina fra le gambe cor rastrello.
Ma sur Vernaoliere, cosa potrebbe dire?!
Dé, che Cardinali quand'era 'n fasce ciucciava la puppa alla su' mamma! O sennò che ni tocca sempre trombà collo sgabello, bassino com'è sempre stato! Bada bada, a noi ci basta digià lo spregio che cià fatto Berlusconi di perzona, 'un dubità!
Ma cos'è successo?
Dé, una grisi di nervi! Sirvio era lì cor Vernaoliere 'n mano, leggeva 'r nostro pezzo su quer nano coll'uccellone esagerato che è lui che si tromba le veline ar posto di Papi cor su' pipino moscio, 'un cià visto più!
- Già c'è la Repubbria a volé sapé come faccio a andà colle minorenni, alla mi' età! - s'è messo a sbraità. - Già c'è l'Unità a di' che mi faccio le ponture sulla fava! Ora anche 'r Vernaoliere, a diffamammi 'r mi' Gigino!
Che lui lo chiama propio così, ir su' beneamato pipi! Che se lo chiamava Gigione si 'apiva a volo, che breffava!
E 'nzomma malidetto 'r Vernaoliere di sopra e malidetto 'r Vernaoliere di sotto, alla fine Sirvio l'ha riempito di sputi, ir nostro giornale, e l'ha tirato ar muro!
Dé, scaracchiato com'era, c'è rimasto appiccïato! Sirvio però 'un era ancora 'ontento! L'ha ristaccato dar muro, e è corso ar camerino!
- Mi ci pulisco 'r culo, mi ci pulisco 'r culo! - urlava coll'agitazzione addosso. Sicché s'è buttato giù ' pantaloni, ha stronfiato ah bene come cao, ma quand'ha fatto per pulissi perdavvero cor Vernaoliere s'è spellato tutto, con quella carta grossa!
Apriti celo!
- Mi frizza 'r buo, mi frizza 'r buo! - s'è messo a mugolà.
Sicché è arrivato prima Bonaiuti a soffianni sulle 'iappe di rincorza, poi Cicchitto a sparmannici un po' di crema di rinfresco, poi Capezzone a di' cor sopracciglio arzato che era tutta corpa della sinistra di siuro, poi Gasparri a promette' una legge nova per fa' fa' 'r Vernaoliere di cartagènia bella morvida perapposta.
Sissì, aspetta e spera! E noi, se ci riesce, si fa di 'artavetrata! E cor un bell'uccellone dentro!
O cosa si crede, Berlusconi, di facci paura perdavvero?! A noi i su' spregi 'un ci fermano dicerto! S'è resistito anche alle denunce de' pisani, noi, figurati se ci pole spaventà quarche scaracchio di Sirvio sulla libertà di stampa!
Padronissime la Repubbria e l'Unità di caassi addosso per tutti que' millioni che Papi n'ha chiesto a loro, ma se ce li chiede a noi, ni si pole tuttarpiù firmà un ballino di 'ambiali!
Tanto dé, a pagà e morì c'è sempre tempo! E seddercaso, speriamo moia prima varcunartro, chè!
Mario Cardinali
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