PREMIO NOBEL PER LA PACE 1999: MÉDECINS SANS FRONTIÈRES
Il premio Nobel per la pace è stato conferito il 15 ottobre 1999 a Médecins Sans Frontières (Msf, in italiano Medici senza frontiere), organizzazione non governativa internazionale, da ventotto anni in prima linea per fornire assistenza medica ovunque siano venute a mancare le normali strutture sanitarie, sia a causa di disastri naturali, sia a causa di guerre. Nel corso della sua attività, Msf si è guadagnata la fama di organizzazione presente anche nelle condizioni più estreme, di fronte alle quali le altre agenzie umanitarie si erano ritirate, tant’è vero che nella motivazione del premio Nobel gli operatori di Msf vengono definiti "senza paura e pronti al sacrificio". Msf oggi è presente in ottanta paesi e duemila volontari fra medici, infermieri e personale amministrativo e logistico costituiscono il suo staff.
Msf fu fondata da un gruppo di medici francesi della Croce Rossa, che si erano impegnati nella guerra del Biafra tra il 1968 e il 1970 lavorando in condizioni disperate e che erano rimasti delusi dall’esperienza. Secondo loro, le agenzie internazionali di aiuto, compresa la stessa Croce Rossa, non si erano mostrate all’altezza del proprio compito, avendo troppo spesso ceduto alle pressioni e alle intimidazioni delle autorità ufficiali, fino al punto di non adempiere al mandato morale dei medici che impone di soccorrere qualsiasi persona in pericolo di vita. Il 20 dicembre 1971 si tenne a Parigi la prima riunione di Msf. Bernard Kouchner, oggi capo dell’amministrazione delle Nazioni Unite in Kosovo, assunse la guida dell’organizzazione, imprimendo alcune caratteristiche peculiari: Kouchner agì nel solco della tradizione francese dell’attivismo per i diritti umani e impose per il raggiungimento degli scopi umanitari un uso spregiudicato dei mezzi di comunicazione. Sarà questa una delle caratteristiche più innovative di MSf, che riuscirà sempre a mantenere una elevata visibilità nei media, e un grande interesse per la sua causa.
Il primo intervento di Msf fu nel 1972 nel Nicaragua devastato dal terremoto; l’ultimo è degli ultimi mesi a Timor Est; nell’intervallo fra questi, Msf è stata in Libano, Afghanistan, Ruanda-Burundi, Sudan, Kosovo e in molti altri paesi colpiti da calamità naturali o dalla violenza della guerra. Il principio secondo cui Msf opera è quello di portare aiuto a tutti i popoli in pericolo, senza alcun riguardo per i confini nazionali o gli interessi dei governi. Msf ha sviluppato per prima il concetto di diritto/dovere di intervento da parte della comunità internazionale all’interno di paesi dove vengono violati i diritti umani, senza riguardo per la sovranità nazionale. Un principio che si è affermato sempre di più e che sta alla base del recente intervento della Nato in Kosovo. Gli interventi di Msf sono serviti spesso anche a creare o mantenere aperti canali di mediazione diplomatica fra le parti in conflitto. In casi in cui la situazione sul terreno era talmente pericolosa da risultare assolutamente impraticabile, Msf non ha rinunciato a denunciare all’opinione pubblica internazionale l’esistenza di tali condizioni.
Per poter agire liberamente, Msf ha sempre mantenuto la sua natura di organizzazione privata, indipendente, imparziale. Gli operatori di Msf sono tutti volontari, che accettano di esporsi a gravi rischi personali, tutto in cambio di un modesto stipendio. Msf si finanzia con donazioni private e ha un bilancio annuo di 270 milioni di dollari: l’assegno da un milione di dollari che accompagna il Nobel per la pace non ne rappresenta dunque che una piccola parte, ma il segretario generale di Msf, Jean-Marie Kindermas, ha dichiarato che potrà essere utilizzato per intervenire in zone particolarmente dimenticate del mondo, per le quali è più difficile raccogliere fondi.
GLI INTERVENTI DI MEDECINS SANS FRONTIERES
1972 - Nicaragua (terremoto)
1974 - Honduras (uragano Fifi)
1975 - Vietnam (prima missione in zona di guerra)
1976 - Libano (assedio di Beirut); Tailandia (assistenza ai profughi dal Vietnam e dalla Cambogia)
1978 - Africa (assistenza nei campi profughi nel Sahara Occidentale, Gibuti, Sudan e Zaire)
1979 - Tailandia (assistenza ai profughi cambogiani)
1980 - Afghanistan (lancio della prima missione nel paese in guerra); Uganda (programma di alimentazione per le vittime della guerra civile e della siccità; creazione del primo centro operativo al di fuori del territorio francese, con cui Msf diventa a tutti gli effetti una organizzazione internazionale)
1984-85 - Etiopia (carestia; nel 1985 Msf accusa il governo di Menghistu di deviare gli aiuti umanitari: una squadra di Msf viene espulsa dal paese)
1987 - Europa Occidentale (sviluppo di programmi medico-sociali, a partire dalla Francia)
1988 - Sudan (Msf si mobilita per salvare dalla carestia i Dinka)
1989 - Europa Orientale (sviluppo di programmi medici nei paesi post-comunisti); Armenia (terremoto)
1990 - Liberia (guerra civile)
1991 - Kurdistan (programma di assistenza ai profughi curdi in vari paesi); Somalia (guerra civile); ex Jugoslavia (missioni in zona di guerra)
1992 - Somalia (guerra civile); Bosnia-Erzegovina (guerra civile; Msf denuncia la pulizia etnica e i crimini contro l’umanità)
1993 - Burundi (dopo il fallito colpo di stato, 180 volontari di Msf assistono 600.000 rifugiati in Rwanda, Tanzania e Burundi); Somalia (Msf denuncia violazioni dei diritti umani da parte delle truppe dell’Onu)
1994 - Bosnia (assedio di Goradze); Rwanda (assistenza ai profughi in fuga dal genocidio); Angola (guerra civile; Msf lavora nell’enclave di Quito, sottoposta a mesi di assedio)
1995 - Bosnia (assedio di Srebrenica); Corea del Nord (inondazioni); Cecenia (invasione russa; Msf assiste i ceceni)
1996 - Nigeria (campagna di vaccinazioni contro la meningite; 4,5 milioni vaccinati); Zaire (guerra civile; Msf fa il possibile per assistere i rifugiati)
1997 - Congo (Msf cerca di assistere i profughi ruandesi nei campi); Corea del Nord (distribuzione di medicinali in centri e ospedali); Afghanistan (Msf cerca di fornire alle donne assistenza medica, che i talebani proibiscono); Africa Orientale (epidemia di colera); Sierra Leone (colpo di stato e guerra civile)
1998 - Sudan (intervento a favore delle vittime della carestia nel sud del paese); Honduras, Nicaragua, Guatemala (aiuto ai paesi devastati dall’uragano Mitch)
1999 - Sudan (Msf denuncia: il programma di aiuti dell’Onu nel sud del paese è troppo istituzionalizzato e inefficiente); Angola (ripresa della guerra civile); Sierra Leone (Msf ritorna a Freetown); Kosovo (assistenza ai rifugiati in Albania, Macedonia e Montenegro durante i bombardamenti della Nato); Timor Est (guerra civile; Msf soccorre i rifugiati dopo il referendum per l’indipendenza dall’Indonesia).
(a cura di Francesco Satta)
Indirizzi Internet:
www.msf.org
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