Babbage, l’inventore del calcolatore digitale
L’inventore del calcolatore digitale è considerato il matematico inglese Charles Babbage (Teignmouth, 26 dicembre 1792 - Londra 18 ottobre 1871). A volte, però, si parla di Babbage come del principale precursore del moderno computer digitale. In realtà, è vero che Babbage enunciò molti dei principi che ne stanno alla base. Del moderno computer elettronico introdusse la programmazione, la memoria della macchina - in cui si pongono tutte le variabili su cui si opera oltre che i risultati parziali di altre operazioni - e l’unità di calcolo, nella quale vengono sempre introdotti i dati da elaborare. Non riuscì tuttavia a costruirne un esemplare meccanico funzionante. Nel corso di tutta la sua vita, andò incontro a difficoltà che non riuscì a superare, difficoltà che però, come venne dimostrato nel bicentenario della sua nascita, non erano affatto insormontabili: sulla base dei suoi progetti originali, nel 1991, un gruppo di studiosi del Museo della Scienza di Londra riuscì a costruire una macchina alle differenze di Babbage in grado di effettuare calcoli impegnativi. Nel suo lavoro poderoso Babbage ebbe un’assistente di eccezione, colei che è spesso considerata come la prima programmatrice (ma forse fu solo la quinta o sesta persona a scrivere programmi per computer): lady Augusta Ada Lovelace, figlia del poeta maledetto lord George Gordon Byron. Di Ada Lovelace è rimasta la migliore descrizione in italiano della macchina analitica di Babbage, presentata al futuro Ministro della Marina italiana, generale Luigi Federico Menabrea.
Ada morì di cancro a 37 anni nel 1852 dopo aver consumato il resto della sua eredità per le spese necessarie alla costruzione del calcolatore di Babbage. Alcune fonti riportano che queste ricerche furono anche finanziate da lord Byron nella speranza che la macchina potesse consentire alla figlia di vincere scommesse sulle corse di cavalli. È certo però che una delle ragioni della profonda amarezza che riempì gli ultimi anni della vita di Babbage fu anche l’abbandono del finanziamento della sua macchina da parte del governo britannico.
Figlio di un banchiere londinese, Babbage entrò nel 1811 al Trinity College, all’Università di Cambridge, ma le sue conoscenze di matematica, acquisite da autodidatta, si dimostrarono subito migliori di quelle dei suoi insegnanti. Si laureò nel 1816 e lo stesso anno fu eletto membro della Royal Society, la più prestigiosa istituzione scientifica britannica. A vent’anni contribuì a fondare l’Analytical Society, il cui scopo era quello di riformare la matematica inglese, introducendo il formalismo sviluppato nel continente sulla base dell’analisi matematica di Leibniz, molto migliore di quella di Newton e usata attualmente in tutto il mondo. Svolse anche un ruolo fondamentale per la fondazione, nel 1820, dell’Astronomical Society, divenuta poi Royal Astronomical Society, e fu il primo a ottenerne la Medaglia d’Oro. Nel 1823 ottenne un finanziamento del Governo britannico per sviluppare un calcolatore in grado di operare con numeri che giungevano alla ventesima cifra decimale. Mentre lavorava alla realizzazione di questo calcolatore fu anche (1828-1839) l’undicesimo professore Lucasiano di Cambridge, tenendo la cattedra che era stata di Newton e che attualmente è di Steve Hawking. Non insegnò mai, sempre impegnato in una quantità di problemi di carattere scientifico, tecnologico ed economico. Il suo impegno fu decisivo per la costituzione dell’Association for the Advancement of Science e della Statistical Society (divenuta in seguito Royal Statistical Society). Nel 1830 pubblicò le sue Riflessioni sul declino della scienza in Inghilterra e due anni dopo, nel 1832, mandò alle stampe la sua opera sulla Economy of Operations and Manufactures (L’economia delle lavorazioni e dei materiali), dove pose le basi della moderna ricerca operativa. Nel 1834 enunciò il principio della macchina analitica, il precursore del computer digitale. Ebbe inizialmente un finanziamento da parte del governo britannico che però gli fu tolto proprio in un momento cruciale per la sua realizzazione. Morì a 79 anni di morte naturale dopo aver esplorato molti campi della scienza e della tecnica. Nella sua lunga vita si era occupato di matematica, fisica, astronomia, statistica, calcolo delle probabilità, crittografia, meteorologia, linguistica, oftalmologia. Contribuì anche all’istituzione del primo sistema postale britannico. Tuttavia, gli ultimi anni della sua vita furono amareggiati dall’impossibilità di realizzare la sua macchina analitica. Di lui si disse che aveva insegnato agli ingranaggi l’arte del pensiero.
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