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Ulivo presenta esposto
alla Corte dei Conti su nomina Pozzi
"Credo che Lunardi farebbe bene a
dimettersi o a scegliere: o fa il Ministro, o
fa la sua attività professionale". È
questo il commento del presidente dei Verdi,
Alfonso Pecoraro Scanio, alle voci, subito
smentite dalla Procura di Roma, di una
iscrizione nel registro degli indagati del
Ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi.
"Tanto tuonò, che piovve - commenta
Pecoraro Scanio - si sa che il Ministro è in
conflitto di interessi. In nessun paese
dell'Occidente questo sarebbe considerato
normale".
A sollevare il caso erano stati, lo scorso 16
ottobre, il senatore diessino Brutti insieme
con i colleghi Anna Donati e Turroni (Verdi),
Falomi (Ds) e Fabris (Margherita). Nella
interrogazione, in sostanza, l'opposizione
aveva contestato i rapporti professionali con
il neo commissario dell'Anas, Vincenzo Pozzi.
Per una coincidenza, proprio nel giorno in cui
sui giornali è comparsa la notizia
dell'iscrizione, smentita stamane dal
procuratore capo di Roma, il Parlamento è
chiamato a decidere sulla nomina di Pozzi ad
amministratore dell'Anas.
Lunardi, comunque, conferma la sua stima per
Vincenzo Pozzi, e afferma di voler
"andare avanti" sulla strada che ha
visto la sua nomina ad amministratore delegato
dell'Anas.
Intanto, Gavino Angius, Stefano Boco e Willer
Bordon - con i senatori che avevano sollevato
il caso - hanno scritto una lettera al
Presidente del Senato Pera, sottolineando come
per la nomina a commissario straordinario
dell'Anas sia candidabile solo chi abbia
amministrato per almeno cinque anni società
pubbliche o private di adeguate dimensioni,
mentre l'ingegner Pozzi ha al suo attivo due
soli anni quale amministratore della Rav spa,
di modeste dimensioni e comunque non
comparabili con quelle dell'Anas.
Per questo motivo, hanno scritto i capigruppo
a Pera, "la proposta del Governo appare
illegittima, in modo insanabile".
Al Presidente del Senato, al quale l'Ulivo si
è rivolto "in qualità di garante della
legalità degli atti compiuti dagli organi del
Senato", è stato, dunque, chiesto di
"intervenire presso il Governo affinché,
il Senato non venga posto di fronte alla
possibilità di deliberare atti contra legem".
Ma la lettera, inviata ha ancora avuto una
risposta da parte di Pera e, complice di
questo silenzio, la maggioranza ha fatto
quadrato per votare la nomina di Pozzi. Per
questo motivo i senatori Brutti, Donati,
Turroni, Falomi e Fabris presenteranno un
documentato e dettagliato esposto alla Corte
dei Conti che ha il compito di registrare
l'atto di nomina. "In un normale sistema
democratico non è accettabile che le aziende
di famiglia progettino, il ministro decida e
gli amici del ministro appaltino", hanno
commentato.
Se la nomina di Pozzi, e il palese conflitto
di interessi di Lunardi, suscitano polemiche
nella sinistra, di certo non si può dire che
rimangano inosservati nel mondo
dell'associazionismo ambientalista.
Per il Wwf "che sia nel mirino della
magistratura o no per la nomina dell'ingegner
Vincenzo Pozzi a commissario dell'Anas, resta
il fatto che in questo caso specifico, come in
altri legati alla realizzazione di grandi
opere pubbliche, il ministro dei Trasporti e
delle Infrastrutture Lunardi non ha tenuto nel
giusto conto la commistione tra interessi
pubblici e privati - dichiara Gaetano
Benedetto, responsabile delle Relazioni
Istituzionali del WWF Italia-. Non contestiamo
le competenze dell'ing. Pozzi ma l'opportunità
della sua nomina. Credo che le commissioni
Lavori Pubblici del Senato e Trasporti della
Camera dei deputati, che domani mattina si
riuniscono in contemporanea per esprimere un
parere sulla nomina di Pozzi (già commissario
straordinario dell'ente) ad amministratore
delegato dell'Anas, debbano verificare se
Pozzi abbia i requisiti alla luce del
conflitto di interessi rimarcato da una
dettagliata interrogazione parlamentare
trasmessa alla magistratura romana che ricorda
come questi sia l'amministratore delegato di
una società, la RAV spa, che riceve
concessioni e commesse dall'Anas e che a sua
volta la Rav ne affida parti rilevanti alla
Rocksoil srl (di proprietà della famiglia del
Ministro Lunardi)".
Per Legambiente "non serve un'azione
giudiziaria per vedere che esiste un conflitto
d'interessi grande come un'autostrada. La
Rocksoil dell'ingegner Lunardi progetta
autostrade e gallerie. Il Ministro Lunardi
indica le opere pubbliche prioritarie per il
Paese. Qualche volta accade che i due Lunardi
si trovano d'accordo. E' il caso del Corridoio
Tirreno-Brennero, del Passante di Mestre,
della Salerno-Reggio Calabria, del terzo
traforo del Gran Sasso. Ci sia o meno
l'indagine della Procura, resta il gigantesco
conflitto d'interessi che ha preso corpo nella
Legge Obiettivo: contro questo conflitto e
questa Legge che ignora la trasparenza e la
libera concorrenza, scavalca Regioni e comuni,
e considera la VIA come un ostacolo da
superare, le Regioni debbono ricorrere alla
Corte Costituzionale".
(13 febbraio 2002)
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