Il
Foglio di Ferrara invita a trovare un nome per la nuova
barca di D’Alema.
Mattia Feltri propone:
Addavenì Pennone; Babordo e champagne; Boma capoccia;
Catamarano portami via; Proletaria vai via; Derive
gauche; Falce e battello; Fischia il vento, Urla la
crociera; Iosif Vissanionovich; Molo Tov; Rollìo Royce.
Ruggero Guarini propone invece:
Il Corsaro Vero; Statista col fiocco; Leader del
cassero; ’Na barca de sordi; Nave Caesar; Veni, vidi,
vela; Mare nostrum; Flotta di classe; Orza Italia; Oiblò.
Io propongo: Vela dico e vela canto; Il tangone
della gelosia; Vento in pippa; Àncora tu, ma non
dovevamo vederci più?; Buon vinto!; Albero della
cuccagna; Skipper Just; Qui lo dico e qui lo navigo;
Errare è umano, navigare è divino; Hasta la vela!
Siempre!; El pueblo unido, jamais sarà imbarcado!
Fate la vostra proposta.
So long.
Berlusconi
che ha saputo dei contrasti dentro la Lega (alcuni
leghisti hanno criticano Bossi) afferma "Faremo
allora senza!" - Adesso Bossi e gli
"alleati" (con dentro nemici) lo sanno!
Il gionale lo leggiamo noi, ma lo
legge anche Bossi.
Poi una grande inopportuna gaffe.
Berlusconi lancia un pressante invito al PPI affinchè
entri nel suo governo, permettendo di andare avanti
senza la Lega. Una posizione espressa incautamente per
la prima volta in maniera aperta ma che è arrivata
proprio mentre a Roma l'"oggetto del
desiderio", cioè Buttiglione, chiariva (!?) il
deciso NO del Ppi a un Berlusconi-bis.
"No grazie" va ripetendo il filosofo del Ppi.
"No a Silvio, sì a una grosse koalition che
vada da FI al PDS".
Sta andando in scena l'inizio dell'ultimo atto del
governo di destra con un rabbioso presidente del
consiglio che inizia a ingiuriare il leader della Lega
Umberto Bossi:
"Traditore e rapinatore di voti",
Sfasciacarrozze".
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3-14 SETTEMBRE - Dopo le polemiche
del decreto Biondi, che non si sono proprio per nulla
smorzate nemmeno nella pausa estiva, alla ripresa dei
lavori, sullo stesso tema s'innesca un'altra polemica.
Questa volta parte non dall'aula del Parlamento ma da un
albergo di Cernobbio a Villa d'Este al convegno degli
imprenditori, che riaccende la polemica in Parlamento.
E' un meeting che fa riunire attorno a un tavolo i
maggiori imprenditori italiani piuttosto preoccupati,
anche quelli che sono stati risparmiati da quel vento
-che alcuni dicono giustizialista- scatenato dalla
bufera di Tangentopoli. Un tornado che ha inquietato chi
poco chi tanto, tutti.
Indubbiamente si cercano soluzioni,
anche perchè nell'intero apparato produttivo del paese,
le inchieste in corso hanno non solo rallentato alcuni
settori industriali e commerciali, ma altri, quelli
degli appalti pubblici sono fermi del tutto, congelati,
più nessuno osa (per tanti motivi) firmarli. A
scatenare la polemica è l'intervento al convegno del Pm
Di Pietro, che propone per rilanciare le attività
economiche, una "soluzione legislativa"
elaborata dai magistrati del pool. E' chiaro che i
consensi dagli imprenditori Di Pietro li riceve, ma è
anche chiaro che il messaggio è indirizzato al
"potere legislativo".
Immediate le risposte e le ostili
reazione della classe politica al governo che si sente
scavalcata. In prima fila il guardasigilli e le varie
commissioni della giustizia della compagine governativa.
Decisamente astiosi alcuni settori della maggioranza -
Casini, Maiolo, Taradash ecc- che invocano lo Stato di
diritto, che è lesivo questo intervento della
magistratura nell'ambito del potere legislativo.
Si invoca (Ferrara) perfino l'intervento del Capo dello
Stato per ricondurre i magistrati ai loro compiti
istituzionali.
Il pool dei giudici, agli attacchi
che ritiene ingiustificati e troppo sbrigativi,
ribadisce che voleva solo dare un contributo, mettere a
disposizione la sua esperienza e che avrebbe in ogni
modo sottoposto al giudizio del Parlamento la soluzione
elaborata dai magistrati; suggerirla non voleva dire
promulgarla. Il pool non intende esautorare il
Parlamento, ma vuole solo contribuire con il suo lavoro,
per arrivare a quelle soluzioni che gli
imprenditori stanno attendendo in tempi brevi per
eliminare veleni sospetti e soprattutto la paralisi
delle attività economiche.
Sembra ormai che più nessuno partecipi ad appalti, nè
ci sono bandi di gare. Si è fermato tutto.

Il Manifesto si scandalizza tanto,
ma poi alcune sue firme entreranno anche loro nel
partito berlusconiano, così multicolore. Soprattutto
"rosso" e "nero". Infatti non
mancheranno neppure alcuni seguaci di Lotta Continua,
e in seguito anche quelli di Ordine Nuovo.
Prenderà così sempre più consistenza che tra
extraparlamentari di sinistra (?) ed estremisti di
destra non c'era una divisione, ma che forse
(!?) erano un'unica cosa.
(finalmente hanno capito!)
Molti si metteranno a correre per montare sul carro.
Ma qualcuno si è chiesto "ma questi qui, lo
spingevano o lo tiravano?" - Molti non possono
rispondere, stanno già pasteggiando champagne con il
nuovo vincitore.
(Da
La Repubblica, del 29 Marzo, prima pagina)
ELEZIONI
28 MARZO - Alle ore 22 chiusi i seggi elettorali.
Vince l'alleanza di centro-destra, con una maggioranza
sicura alla Camera, ma in bilico al Senato. Nel voto
proporzionale, Forza Italia e' il primo partito con il
21%, seguito dal Pds con il 20,4.
I giornali non hanno "fermato
il Cavaliere", anzi molti ORA affermano che la
campagna denigratoria è servita per farlo correre
ancora di più.
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