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BIOGRAFIA
Achille
Castiglioni
16
febbraio
1918 2
dicembre
2002
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Achille Castiglioni 16 febbraio 1918 2 dicembre 2002
La pruduzione dell'arte
Achille Castiglioni nasce a Milano il 16 febbraio 1918. Studia Architettura presso il Politecnico di Milano e consegue la laurea nel 1944. Il padre Giannino è scultore: sue sono la fontana di San Francesco in piazza Sant'Angelo a Milano, e la porta del Duomo di Milano nella parte che riguarda la vita di Sant'Ambrogio). I fratelli maggiori Livio (1911-1979) e Pier Giacomo (1913-1968) hanno uno studio di architettura in piazza Castello a Milano. Già dal 1940 Achille lavora presso lo studio aiutando i fratelli, poi dal 1944 si dedica con loro in maniera stabile a progetti di urbanistica, architettura, mostre, esposizioni e product design. Lo studio rivolge le proprie attenzioni alla sperimentazione sul prodotto industriale, svolgendo attività di ricerca sulle forme, le tecniche e i materiali nuovi: l'obiettivo finale è la realizzazione di un processo di progettazione integrale.
Nel 1944 Achille Castiglioni e i fratelli partecipano alla VII Triennale di Milano dove presenta l'IRR126, apparecchio radio concepito per la produzione industriale. A un certo punto il maggiore dei fratelli, Livio, si dedicherà fortemente allo sviluppo di progetti legati alla radio.
Lo scrittore Dino Buzzati, per sottolineare l'affiatamento dei fratelli Castiglioni arriverà a paragonarli a "un corpo con una testa sola".
Negli anni 1952-1953 si occupa della ricostruzione postbellica del Palazzo della Permanente di Milano. Nel 1956 è tra i fondatori dell'ADI, l'Assciazione per il Disegno Industriale. Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti in questi anni: tra il 1955 e il 1979 vince sette premi Compasso d'oro; alla Triennale vince numerosi premi: nel 1947 una Medaglia di bronzo, nel 1951 e nel 1954 un Gran Premio, nel 1957 una Medaglia d'argento ed una Medaglia d'oro, nel 1960 una Medaglia d'oro e nel 1963 un'altra Medaglia d'argento.
Nel 1969 Castiglioni consegue presso il Ministero della Pubblica Istruzione la Libera Docenza in "Progettazione Artistica per l'Industria": terrà la cattedra di professore ordinario di "Disegno Industriale" presso la Facoltà di Architettura di Torino fino al 1980 e poi a Milano fino al 1993.
Di Castiglioni ricordiamo lavori quali il la sedia Mezzadro, la sedia Sella (1957), la poltrona Sanluca (1959), la lampada da scrivania Tubino (1951), la lampada da terra Luminator (1955), la lampada da terra Arco (1962) prodotta da Flos, la lampada da tavolo Taccia (1962), il sedile Allunaggio (1962), la lampada da terra Toio.
I riconoscimenti nazionali e internazionali non hanno mai smesso di arrivare: l'attività professionale ha sempre variato nel campo dell'Architettura e dell'Urbanistica; deve la notorietà internazionalmente ai suoi progetti nel campo dell'illuminazione e dell'arredamento, nonchè per gli spettacolari allestimenti realizzati in tutto il mondo.
Quattordici delle sue principali opere sono presenti al MoMA di New York; Il MoMA (Museum of Modern Art), con le opere di Achille Castiglioni, ha realizzato a Manhattan la più grande retrospettiva mai dedicata ad un designer italiano.
Oltre al museo americano altre importanti gallerie espongono le sue opere tra cui: il Victoria and Albert Museum di Londra, il Kunstgewerbe Museum di Zurigo, lo Staatliches Museum fur Angewandte Kunst di Monaco, il Museo del Design di Prato, lo Uneleckoprumyslove di Praga, l'Israel Museum di Gerusalemme, The Denver Art Museum, Vitra Design Museum di Weil am Rhein, Angewandte Kunst Museum di Amburgo e Colonia.
Tra le aziende che hanno beneficiato dell'opera di Achille Castiglioni (anche in coppia con il fratello Pier Giacomo) per le loro produzioni seriali vi sono: Alessi, Zanotta, Ideal Standard, Kartell, Lancia, Flos, Siemens, Bernini, Knoll, Poggi, Italtel, Longoni, Nagano, Omsa, Phonola, Teorema e Arflex.
Achille Castiglioni muore il 2 dicembre 2002, all'età di 84 anni, a seguito di una caduta verificatasi nel suo studio a Milano. La sua salma riposa nell'abbazia di Chiaravalle.
«L'esperienza non dà certezza nè sicurezza, ma anzi aumenta la possibilità di errore. Direi che è meglio ricominciare ogni volta da capo con umiltà perchè l'esperienza non rischi di tramutarsi in furbizia.»
«Sento molto il rapporto di reciproca simpatia tra chi progetta e chi adopera. Questo rapporto è molto importante e credo che sia una delle guide del mio modo di operare nel campo del design e dell'architettura.»
«Un oggetto di design è il frutto dello sforzo comune di molte persone dalle diverse specifiche competenze tecniche, industriali, commerciali, estetiche. Il lavoro del designer è la sintesi espressiva di questo lavoro collettivo. Quello che caratterizza la progettazione è proprio il rapporto continuo tra parecchi operatori, dall' imprenditore all'ultimo operaio.»
«Qualsiasi progetto non lo giudico mai come firmato da un artista, sono sempre convinto che la produzione sia legata a un lavoro di gruppo.»
«Abbiamo sempre legato la nostra attività artistica al gruppo che lavora, al fine di creare degli oggetti che non sono espressione della fantasia di chi li ha progettati ma che sollecitano ad adoperarli. »
«Faccio raccolta di oggetti trovati, conservo un po' di tutto, oggetti anonimi. Li tengo da parte ogni volta che capita un oggetto con una intelligente componente di progettazione.»
«Stavano arrivando i bombardamenti su Milano e quindi in fretta e furia mi hanno anche laureato. Non ho preso la laurea per bravura, ma una laurea di guerra.»
«Bisognerebbe progettare partendo da quello che non si deve fare per poi trovare alla fine quello che si deve fare.»
«Cancellare, cancellare, cancellare e alla fine trovare un componente principale di progettazione; noi mentre progettavamo eravamo contro l'invadenza del disegno, eravamo alla ricerca del tratto minimo che serviva alla funzione; volevamo arrivare a dire: meno di così non si può fare.»
«Gli oggetti devono fare compagnia.»
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