| Metallica
La
rinascita
dell’heavy
metal
coincide
con
l’esplosione
della
triade
del
thrash,
quella
costituita
dagli
Anthrax,
dai
Megadeth
e,
soprattutto,
dalla
band
che
porterà
il
metallo
ai
vertici
del
successo
e
della
popolarità
internazionali:
i
Metallica.

Lars
Ulrich
è
un
danese
trapiantato
a
Los
Angeles
dall’età
di
diciassette
anni,
James
Hetfield
può
vantare
una
cantante
operistica
per
madre
e
qualche
esperienza
nel
sottobosco
heavy
californiano
(Obsession,
Leather
Charm
e
Phantom
Lord):
entrambi
ascoltano
soprattutto
hard-rock
inglese
(Black
Sabbath,
Motorhead,
Deep
Purple)
e
seguono
con
attenzione
la
cosiddetta
New
Wave
Of
British
Heavy
Metal
(Iron
Maiden,
Diamond
Head,
Samson,
Judas
Priest).
Incontratisi
grazie
al
solito
annuncio
su
una
rivista,
sfruttano
l’occasione
offertagli
dall’etichetta
specializzata
Metal
Blade
e
registrano
il
loro
primo
brano
insieme
per
una
compilation
Metal
Massacre.
Intanto
un
amico
di
Lars,
Ron
Quintana,
è
indeciso
sul
nome
da
dare
alla
sua
fanzine
dedicata
alla
musica
dura
e
gli
chiede
un
consiglio:
“Che
ne
dici,
Metallica
potrebbe
andar
bene?”.
Scippato
senza
troppi
scrupoli
il
nome
a
Quintana,
Ulrich
e
Hetfield
registrano
un
demo
che
convince
il
boss
della
Megaforce
Records
a
metterli
sotto
contratto,
si
trasferiscono
a
San
Francisco
e
provano
un
paio
di
musicisti
(fra
cui
il
futuro
Megadeth
Dave
Mustaine)
prima
di
arrivare
alla
prima
line-up
classica
dei
Metallica:
l’ex
Trauma
Cliff
Burton
al
basso
e
l’ex
Exodus
Kirk
Hammett
alla
chitarra
solista.
Con
loro
nascono
i
brani
infuocati
di
Kill
’em
All,
che
vende
più
di
trecentomila
copie
e
ha
l’effetto
di
un
terremoto,
tanto
che
il
successivo
Ride
the
Lightning
raddoppia
quasi
le
vendite
e
chiama
in
gioco
una
major
come
la
Elektra.
I
Metallica
partecipano
al
festival
Monsters
Of
Rock
del
1985,
vanno
in
tour
per
sei
mesi
al
seguito
di
Ozzy
Osbourne
e
portano
il
loro
terzo
album
Master
of
Puppets
nelle
zone
alte
delle
classifiche
americane
senza
neppure
l’aiuto
di
un
videoclip.
La
band
è
lanciata
ormai
a
tutta
velocità,
ma
dietro
l’angolo
l’attende
una
buccia
di
banana:
nel
settembre
del
1986,
durante
un
tour
scandinavo,
il
bus
che
la
trasporta
finisce
fuori
strada
e
cappotta,
uccidendo
sul
colpo
il
ventiquattrenne
Cliff
Burton.
Sei
settimane
più
tardi
i
Metallica
si
esibiscono
a
Tokyo
con
il
loro
nuovo
bassista,
l’ex
Flotsam
And
Jetsam
Jason
Newsted.
Messo
a
punto
il
nuovo
assetto
in
un
EP
di
cover
(Garage
Days
Revisited),
la
macchina
parte
con
rinnovato
slancio
con
…And
Justice
for
All,
che
irrompe
nelle
Top
Ten
americane
e
inglesi
spinta
dal
singolo
One,
che
i
Metallica
suonano
anche
alla
cerimonia
dei
trentunesimi
Grammy
Awards.
Quella
sera
il
premio
di
Best
Hard
Rock/Heavy
Metal
Perfomance
gli
viene
però
scippato
dai
Jethro
Tull
di
Crest
of
a
Knave,
favoriti
da
un
controverso
verdetto
della
giuria.
Ulrich
e
Hetfield
se
la
segnano
al
dito:
tre
anni
più
tardi,
nell’accettare
il
trofeo
assegnatogli
per
Metallica,
polemicamente
ringrazieranno
i
Jethro
Tull
per
non
aver
pubblicato
un
album
anche
quell’anno.


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