Geniale
Al popolo non far sapere quante volte lo ha preso nel sedere
****
Le feste loro
di Mario Cardinali
Come da un mare di merda emergono talvolta dei grumi indigeriti, così dal gran puttanaio di donne e ruffiani intorno a Berlusconi emergono le feste. E mica solo le feste del capo del governo, con le ragazze reclutate alla bisogna da procacciatori di regime e haremizzate a schiere per il piacere del sultano. Le feste anche di quei procacciatori stessi - esemplare il Tarantini imprenditore sanitario indagato anche per supposto sfruttamento della prostituzione - e le feste di tanti altri del mondo che conta, o jet set come s'usa dire.
Un mondo dove feste e festini ci son sempre stati, a festeggiare che cosa talvolta non si sa ma comunque occasioni sempre d'esibizione e d'incontro e d'affari fra politici e imprenditori, gente dello spettacolo e dell'informazione, non mancando talvolta giudici e militari, nonché vescovi e cardinali. Con la presenza, quando non occulta, di membri di logge e d'associazioni varie. Tutti e stringersi le mani e i patti.
Feste e festini in ville e prestigiose magioni di proprietà o prese in affitto apposta a prezzi favolosi, feste di uomini potenti e dei loro figli e amiche e clienti e protettori vari. E sempre con schiere d'invitati a centinaia. Trecento, quattrocento, e tutti a far parte di quel mondo - o aspirando a parteciparvi - che sempre e comunque festeggia la quotidiana spartizione della grande torta. E intorno, a chi assiste o ne sente parlare, nemmeno le briciole che si danno ai servi. Non servi essendo ma cittadini, coloro che quotidianamente han da contribuire a mantener l'andazzo. E se il contributo non ce la fanno a darlo con le tasse, basta magari la cintola più stretta per una crisi che quelle feste non le intacca mai.
Avete mai sentito dire d'uno di quei vip che non arriva alla terza festa del mese, come invece non arrivano alla terza settimana del mangiare tanti di quei contribuenti? Avete mai sentito parlare di cassa integrazione e di licenziamenti per chi qualche affare da spartire o qualche carriera da fare o qualche culo da leccare nel mondo che conta - imprenditoria o politica è lo stesso - lo può trovare sempre? Eppure c'è anche, fra tanta gente esclusa dalla tavola imbandita, chi si compiace che il potente possa imbandirla per i suoi sodali. E se il potente è il capo, ancor di più lo giustifica e lo approva, sperandone magari la benevolenza. In un paese di puttanieri, del resto, che scandalo può fare un capo puttaniere?
E in un paese di fondamentale anima fascista, quale non rassegnata indignazione può suscitare ormai la fascistizzazione sempre meno strisciante e sempre più esibita del paese, in ufficiosi atti squadristi di dilaganti aggressioni e violenze sui diversi di pelle e sui contrari d'opinione, e in atti ufficiali come ultimamente il romano saluto della neoministra Brambilla alla Festa dei carabinieri (con nessuno che subito le rinfacciasse che i carabinieri sono un'Arma di democrazia repubblicana e che comunque non era proprio quella la sede più adatta per inquietarci anche di più sull'antifascismo costituzionale)?
E figurarsi. Ci propongono coram polulo anche le ronde nere, ora, quella Guardia Nazionale Italiana di fascistissima emanazione e di nazistissima simbologia, a fondersi anch'esse nel calderone delle cosiddette ronde cittadine volute dalla Lega, con la sua xenofobia di sempre più popolare riscontro e sempre più trasversale approvazione anche elettorale. E su tutto, sul porcaio di puttane e di feste di regime con i loro orgasmi e affari, e sull'abisso dell'autoritarismo e del razzismo nuovamente aperto, la mano del potere a decretare ora un nuovo bavaglio per i giudici - quelli magari ancora in lotta coi mulini a vento - e per l'informazione, quella almeno non ancora appecorata nei silenzi della televisione padronale pubblica e privata e nei mascheramenti dei giornali di famiglia.
Il bavaglio alle intercettazioni telefoniche. Abusate certo nel passato, per gente che non c'entrava nulla, ma in avvenire non più possibili nemmeno e soprattutto per chi c'entra e sempre più c'entrerà per delinquenza comune e malaffare istituzionale. Altro che per la mitomania di sesso d'uno stagionato capo di governo miliardario che arroga al suo potere anche l'esibizione del puttanaio come diritto del più ganzo. E del più votato.
Mario Cardinali
|
|